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l'edificio di Prim'Alpe
da Gajum a Prim'Alpe per il Sentiero dello Spaccasassi

mappa CMTL: [].
mappa Google: [].
traccia gps
 .
partenza: dal parcheggio di Gajum [ ].
parcheggio: gratuito, ma, nei week-end e festivi infrasettimanali (in estate), c'è molto affollamento e da un certo orario in poi è praticamente impossibile parcheggiare. A volte quando il parcheggio è pieno la strada viene chiusa.
statistica: [].

parte dell'itinerario si effettua sul Sentiero Geologico G. Achermann:

Giorgio Acherman []: è stato un giornalista e ambientalista svizzero. Dopo la II guerra mondiale si trasferì in Italia a Canzo, dove visse fino alla morte avvenuta nel 1995. Appassionato escursionista, naturalista e collezionista di fossili, fondò con pochi altri soci nel 1960 il Gruppo Naturalistico della Brianza, di cui fu il primo presidente, promuovendo nell'Italia, che in quel periodo si godeva la nascita del boom economico e del consumismo, la difesa dell'ambiente naturale con il motto: difendiamo oggi il mondo di domani, divenendo uno dei pionieri in Italia per lo sviluppo di una coscienza ecologica. Tra le battaglie che condusse si ricorda l'attivazione del salvataggio anfibi, durante la loro migrazione verso il lago nel periodo di riproduzione, con l'installazione di una lunga barriera che ne impedisce l'attraversamento della strada da parte dei rospi, evitandogli di essere travolti dagli automezzi di passaggio. Questa tecnica verrà poi ripresa ed applicata in molte località, per la protezione degli anfibi attorno ai laghi lombardi.


itinerario: si procede nella valle del torrente Ravella (affluente di sx del Lambro) [ ] su strada asfaltata []. Si arriva a un secondo parcheggio [] oltre il quale le macchine non possono più procedere; lungho tutto il percorso sono presenti pannelli didattici che illustrano il territorio e i suoi punti caratteristici [  ]. Si percorre una bella carrareccia acciottolata che costeggia il torrente e si arriva a un masso erratico [  ] più avanti sulla dx si stacca il ripido sentiero che sale al Monte Cornizzolo []. Oltre il bivio sono presenti campioni di rocce di Rosso ammanitico (roccia sedimentaria marina, calcarea-marnosa, con intercalati livelli e lenti di selce, che risale al Giurassico Inferiore [ ] e poi con due ponti si scavalca, due volte, il Torrente Ravella e ci si ritrova sempre con la stradina sulla dx idrografica del torrente [ ]; poco oltre un'altra tabella esplicativa ci informa sul Verrucano masso proveniente dall’alta Valsassina, costituito da un conglomerato compatto, di colore rossastro, formato soprattutto da ciottoli quarzosi e di porfido []. Con un altro ponte si risupera il torrente [] e poco oltre due tabelle esplicative ci informano sugli abitanti del torrente [ ], proseguendo si incontra un masso erratico, un ghiandone proveniente dalla Val Masino [ ]. Si giunge a un bivio. diritto c'è il sentiero che porta a Terz'Alpe e a dx continua la stradina verso San Miro []; si oltrepassa una piccola cappelletta [ ] e si arriva davanti alla chiesa dedicata a San Miro al Monte. Edificato a partire dal 1643 e consacrato nel 1660, il piccolo edificio - a cui è annesso un piccolo Santuario - sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava l'eremo di San Miro Paredi, in posizione rialzata rispetto al torrente che scorre proprio sotto [  ]. Da San Miro si può proseguire per l'Alpe Alto e poi per la cima del Cornizzolo [].
San Miro Paredi: è stato un eremita e pellegrino, appartenente, secondo alcuni studiosi, all’ordine francescano. Nato a Canzo intorno al 1306, a sette anni venne affidato dal padre a un eremita, dopo la morte del padre, Miro si ritirò in eremitaggio una grotta della Val Ravella, sotto i Corni di Canzo. Passò quindi degli anni in solitudine e meditazione; a trentadue anni alla morte del suo maestro donò ai poveri tutti gli averi. In seguito ad una visione, partì in pellegrinaggio per Roma, fermandosi a visitare i santuari più celebri e vivendo di elemosina. Il viaggio durò un anno e poi tornato a Canzo visse in una grotta nel luogo in cui oggi sorge l’Oratorio di San Miro. Dopo anni, e dopo un’altra visione, partì da Canzo e raggiunse Sorico sulle rive del Lago di Como, stabilì la sua dimora in un antro, chiamato poi “Grotta di San Miro”, e qui morì nel 1381.
Il sentiero per Prim'Alpe: si ritorna al bivio [] e si prende a dx, la stradina ora è un largo sentiero [] proseguendo con un ponte si riattraversa il torrente [ ] e si arriva a un altro masso erratico di trasporto glaciale proveniente dalla Val Malenco [ ].
Più avanti si stacca sulla sx un sentiero, è quello dello Spaccasassi che conduce a Prim'Alpe [ ], si inizia a salire ripidi su stretto sentiero in direzione ovest [ ], più avanti il sentiero diventa gradinato [ ], e si arriva a un primo tornante []. Ora si procede verso est e la pendenza diminuisce [] e si raggiunge un secondo tornante []. Si continua a camminare nel fitto bosco, ora nuovamente verso ovest, in buona salita, sul fondo del sentiero sono presenti massi e radici; si raggiunge un nuovo tratto gradinato, probabibilmente con vecchie traversine ferroviarie in legno [] e più avanti un tratto dove si sale su radici di alberi affioranti sul sentiero che aiutano la progressione formando degli scalini naturali []. Ancora un breve tratto verso la meta, si sale verso i muraglioni di contenimento degli spazi picnic di Prim'Alpe [ ], il sentiero scalinato con gradini in legno immette sul primo pianoro: area picnic [] []. L'area picnic si estende su tre spianate collegate fra loro da una breve scalinata con gradini in sasso [ ].


Prim'A'lpe: è un centro di Educazione Ambientale, una struttura eco-sostenibile di formazione e di vacanza gestita da Legambiente. E' posta sull'itinerario che da Canzo sale ai Corni. E' un ex alpeggio un tempo noto come "Alpe Grasso" per l'abbondanza di foraggi. Fino agli anni '50 era abitato da contadini e pastori prima dell'abbandono dell'attività agro-pastorale. Del complesso fanno parte anche la corte e il museo che, nell'orario di apertura di quest'ultimo, sono accessibili a chiunque. Il museo allestito su più livelli, è possibile prendere conoscenza delle principali attrattive naturalistiche della Riserva, esposte in diverse sezioni: [ ]
Da Prim'Alpe parte il sentiero dello "Spirito del Bosco" (che lo collega a Terz'Alpe); un percorso tra le sculture in legno nel regno della fantasia e della Natura apprezzato da adulti e bambini. A questa pagina web la descrizione del sentiero.
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