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Caglio: Borgo Medioevale dei Funcai piazzetta
Caglio

Caglio comune di 454 abitanti (densità: 69,5 ab/kmq) sito su un pianoro posto poco sopra il borgo di Rezzago e sotto il Monte Palanzone, in provincia di Como in Lombardia. E' considerato uno dei luoghi più pittoreschi della Vallassina per la sua amena posizione e per i suoi angoli caratteristici.






La storia di Caglio ricalca quella degli altri borghi della Vallassina: non si hanno notizie precise riguardo la sua origine. Il nome forse deriva da un antico nome gentilizio romano Callius oppure, come dice Boselli, potrebbe derivare dalla voce caio (recinto-chiusura). Sino agli inizi del '400 il paese seguì le vicende della pieve di Asso, di cui faceva parte. All'inizio del XV secolo i Visconti di Milano assegnarono il feudo ai Dal Verme. Nel XVI secolo il territorio fu conquistato dai francesi, poi tornò a Milano, sotto gli Sforza. Il feudo valassinese passò agli Sfondrati, prima di passare sotto il dominio austriaco. Dal 1928 al 1947, venne inserito nel Comune di Santa Valeria che comprendeva l’insieme di Caglio, Rezzago e Sormano per poi divenire comune autonomo. Il nucleo antico è formato da case si sostengono e s’intrecciano in un unico aggregato urbano dove prevalgono le tipiche corti rurali con la porta che si apre sull'aia, sulla quale si affacciano le stalle, i fienili ed i locali d'abitazione. Osservando la fattura di questi complessi abitativi si possono riconoscere anche diversi manufatti in pietra o legno che appartengono alla civiltà contadina ed al mondo rurale.

Guarda una galleria di immagini del paese: Borgo medioevale di Funcai  -   Antica contrada del Rosario.


Edifici religiosi:

Le ville:
per l’aria salubre e i paesaggi dolci, dall’Ottocentoe fino alla metà del secolo scorso, è stato meta di villeggiatura dei milanesi benestanti, che qui hanno costruito splendide ville circondate da grandi parchi, tra le quali spiccavano la villa Giuliani e la villa Calastri, oggi di altra proprietà.


Il faggio monumentale:
imponente, questo albero secolare si distingue non solo per l'età, stimata in oltre 150 anni, ma per l'aspetto colonnare del suo tronco e per i suoi rami protesi verso il cielo. Certamente le sue ampie fronde servivano un tempo a riparare i pellegrini dalla neve e dalla pioggia. E' raggiungibile partendo dall'Oasi di Caglio con un sentiero in parte esposto; seguire le indicazioni presenti sul luogo. Guarda una foto panoramica del faggio.




A Caglio vi dimorò dal 1885 al 1886 il pittore Giovanni Segantini (Arco, Trento, 1858 - Schalfberg, Engadina, 1899), ove dipinse uno dei suoi quadri più famosi: Alla Stanga, che ritrae il paesaggio della Brianza, le vacche, in attesa della mungitura, sono allineate lungo la stanga, a gruppi. Al centro del dipinto si trova il gruppo più numeroso di sei animali dei quali uno è adagiato al suolo. A destra, una contadina è in piedi di fronte alla stanga, indossa un costume tradizionale composto da un abito scuro che arriva fino alle caviglie, un grembiule rosso e un largo cappello di paglia. Il dipinto è costudito a Roma nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Nel centocinquantesimo anniversario della nascita il comune di Caglio rende omaggio al grande maestro e alla sua presenza in Brianza con una esposizione dei sui maggior capolavori, riprodotti a grandi dimensioni e collocati en plein air nei punti del borgo brianteo più suggestivi e più significativamente legati al maestro, la mostra ripercorre l'intera esperienza artistica ed esistenziale del pittore. La riproduzione del dipinto Alla Stanga è esposta nel luogo dove è stata dipinta: nei prati un tempo detti di Santa Valeria dal nome della vicina chiesetta romanica, dove nei giorni di bel tempo, con l'aiuto del suo padrone di casa Giacomo Rusconi e di altri due uomini, Segantini portava la grande tela e si accingeva a lavorare. Sul far della sera,in uno scanario emotivamente trasfigurato e dilatato al punto da non trovare fedele corrispondenza con il paesaggio reale le vacche sono ricondotte malinconicamente allo steccato e accudite da alcune contadine, per una delle quali - posò Ghita (Margherita Invernizzi, futura balia della piccola Bianca Segantini.
Guarda alcune di queste opere esposte.
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