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Da Gajum a Terz'Alpe per il Sentiero Geologico Giorgio Achermann

mappa: []
traccia gps
  - presso San Miro la traccia è confusa e contorta, segno di una pessima presenza di segnale gps.
partenza: dal parcheggio di Gajum [ ].
parcheggio: gratuito, ma, nei week-end e festivi infrasettimanali (in estate), c'è molto affollamento e da un certo orario in poi è praticamente impossibile parcheggiare. A volte quando il parcheggio è pieno la strada viene chiusa.
statistica: [].

Giorgio Acherman: è stato un giornalista e ambientalista svizzero. Appassionato escursionista, naturalista e collezionista di fossili, fondò con pochi altri soci nel 1960 il Gruppo Naturalistico della Brianza, di cui fu il primo presidente, promuovendo nell'Italia, che in quel periodo si godeva la nascita del boom economico e del consumismo, la difesa dell'ambiente naturale con il motto: difendiamo oggi il mondo di domani, divenendo uno dei pionieri in Italia per lo sviluppo di una coscienza ecologica.


itinerario: si procede nella valle del torrente Ravella (affluente di sx del Lambro) [ ] su strada asfaltata []. Si arriva a un secondo parcheggio [] oltre il quale le macchine non possono più procedere; lungho tutto il percorso sono presenti pannelli didattici che illustrano il territorio e i suoi punti caratteristici [  ]. Si percorre una bella carrareccia acciottolata che costeggia il torrente e si arriva a un masso erratico [  ] più avanti sulla dx si stacca il ripido sentiero che sale al Monte Cornizzolo []. Oltre il bivio sono presenti campioni di rocce di Rosso ammanitico (roccia sedimentaria marina, calcarea-marnosa, con intercalati livelli e lenti di selce, che risale al Giurassico Inferiore [ ] e poi con due ponti si scavalca, due volte, il Torrente Ravella e ci si ritrova sempre con la stradina sulla dx idrografica del torrente [ ]; poco oltre un'altra tabella esplicativa ci informa sul Verrucano masso proveniente dall’alta Valsassina, costituito da un conglomerato compatto, di colore rossastro, formato soprattutto da ciottoli quarzosi e di porfido []. Con un altro ponte si risupera il torrente [] e poco oltre due tabelle esplicative ci informano sugli abitanti del torrente [ ], proseguendo si incontra un masso erratico, un ghiandone proveniente dalla Val Masino [ ]. Si giunge a un bivio. diritto c'è il sentiero che porta a Terz'Alpe e a dx continua la stradina verso San Miro []; si oltrepassa una piccola cappelletta [ ] e si arriva davanti alla chiesa dedicata a San Miro al Monte. Edificato a partire dal 1643 e consacrato nel 1660, il piccolo edificio - a cui è annesso un piccolo Santuario - sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava l'eremo di San Miro Paredi, in posizione rialzata rispetto al torrente che scorre proprio sotto [  ]. Da San Miro si può proseguire per l'Alpe Alto e poi per la cima del Cornizzolo [].
San Miro Paredi: è stato un eremita e pellegrino, appartenente, secondo alcuni studiosi, all’ordine francescano. A sette anni venne affidato dal padre a un eremita, dopo la morte del padre, Miro si ritirò in eremitaggio una grotta della Val Ravella, sotto i Corni di Canzo. Passò quindi degli anni in solitudine e meditazione; a trentadue anni alla morte del suo maestro donò ai poveri tutti gli averi. In seguito ad una visione, partì in pellegrinaggio per Roma, fermandosi a visitare i santuari più celebri e vivendo di elemosina. Il viaggio durò un anno e poi tornato a Canzo visse in una grotta nel luogo in cui oggi sorge l’Oratorio di San Miro. Dopo anni, e dopo un’altra visione, partì da Canzo e raggiunse Sorico sulle rive del Lago di Como, stabilì la sua dimora in un antro, chiamato poi “Grotta di San Miro”, e qui morì.
Il sentiero per Terz'Alpe: si ritorna al bivio [] e si prende a dx, la stradina ora è un largo sentiero [] proseguendo con un ponte si riattraversa il torrente [ ] e si arriva a un altro masso erratico di trasporto glaciale proveniente dalla Val Malenco [ ]. Poco dopo a sx inizia il sentiero che porta a Prim'Alpe (sentiero Spaccasassi) [ ], si risupera il torrente [] e poco dopo si incontra un casello dell'acquedotto di Canzo []. Proseguendo si trova sulla dx una carbonaia, cioè una struttura in legno che veniva costruita per ottenere carbone a partire dalla legna degli alberi tagliati in zona [   ]. Subito dopo inizia una breve salita [], ma poi spiana e si arriva a un'altro ponte che riporta sulla dx idrografica rispetto al torrente [ ]. Più avanti si incontra la marmitta dei giganti, una profonda cavità cilindrica, formatasi nel corso dei millenni, e dovuta all'erosione meccanica esercitata dal moto rotatorio vorticoso di sabbie e ghiaie trasportate dalle acque sulle rocce del letto del torrente Ravella [   ]. Si incontra un'altro casello dell'acquedotto [] e si supera il Torrente Ravella su un ponte [ ], per poi continuare in piano verso la salita finale [   ]. Con una ripida salita si raggiunge Terz'Alpe [  ].
Terz'Alpe ospita ora un agriturismo circondato da pascoli e da boschi naturali di latifogli; il fabbricato è dotato di cucina, sala da pranzo e alloggi per il pernottamento. E' possibile mangiare sia al chiuso che all'aperto nel cortile del fabbricato [   ]. Sono in vendita prodotti latteari del luogo [].
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